Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Non è una maledizione poetica è proprio una sfiga pratica.
La maledizione dei poeti convinti è questa:
Sono convinti e quindi, maledetti.
Maledetti a credere che ogni loro emozione sia un evento storico.
Ha piovuto?
È poesia.
Il barista gli ha fatto il caffè freddo?
Poesia civile.
Gli hanno messo like in ritardo?
Elegia sul tempo che fugge.
Maledetti a non avere mai una brutta giornata, ma sempre
"una notte dell'anima"
Non hanno il raffreddore, hanno
un corpo che espia.
Maledetti a considerarsi incompresi da un mondo che, in realtà, li ha capiti benissimo al primo verso e ha deciso di andare oltre.
Ecco le loro pene, nel dettaglio:
1. La sindrome del quaderno sacro.
Portano ovunque un quaderno che non aprono mai davanti a nessuno,perché dentro c'è scritto:
"Ho visto il tuo sorriso e ho visto l'eterno"
e sanno anche loro che fa un po' ridere.
2. Il martirio dell'aperitivo.
Non possono fare un aperitivo senza dire
"io sento troppo"
No, non senti troppo,senti come tutti,solo che tu lo scrivi male.
3. La dannazione dello pseudonimo.
Devono chiamarsi con un nome d'arte tipo, anima nuda, o luna solitaria.
La vera maledizione però è un'altra.
I poeti veri dubitano fino a vomitare prima di pubblicare una riga.
I poeti convinti pubblicano fino a vomitare prima di dubitare di una riga.
E così resteranno per sempre convinti e per sempre inediti, tranne che sul loro profilo.